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    mondorius, 6 novembre 2018 23:46

    Defend the planet, la resurrezione dell'origine dei videogiochi

    Ne vale davvero la pena?

    Defende the planet è un semplice "tower defence" dove noi impersoneremo un cannone che ha, come fine ultimo, la difesa del nostro pianeta da navicelle nemiche, meteoriti ed altre minacce.

    La grafica è molto minimale, una sorta di "spacewar!" (gioco per pc del 1961 creato da Steve Russell) a colori, dove controlleremo questo cannoncino triangolare arancione che orbita intorno ad un pianeta collocato precisamente al centro dello schermo, con navicelle formate da piccoli triangolini, meteoriti circolari… tutto per lo più monocromatico.

    Il gameplay è semplice, sparare alle ostilità prima che raggiungano la nostra posizione (togliendoci della vita) che talvolta avrà come malus il fatto di sdoppiarsi in altri nemici più piccoli o un bonus che ci darò un cannone aggiuntivo.

    non avendo uno scopo, se non quello di resistere il più possibile, la schermata di game over si presenta con l'esplosione del nostro pianeta ed un piccolo resoconto del timer di gioco e la scelta se voler rigiocare o chiudere il gioco.

    I requisiti sono minimi, qualsiasi macchina può farlo girare senza il minimo problema, anche le meno performanti.

    Il costo è irrisorio (meno di 1 euro) , non ha achievement sbloccabili su steam, quindi è un gioco per chi è alle primissime armi col gaming e vuole cimentarsi in questo mondo iniziando dalle origini, senza dover investire in un pc performante o in un videogame costoso .

    E' consigliato?

    assolutamente no!

    Gameplay ripetitivo, pochissime variabili e nessuna sfida.

    Nel 2018 non è più accettabile una grafica del genere avendo tutti a disposizione dei motori grafici (anche gratuiti) decisamente molto più avanzati.

    Più che un gioco creato per la fruizione di un pubblico sembra un compito di un ragazzo ai primi anni di scuola di programmazione.

    Con la stessa cifra è possibile trovare giochi come "Deponia", avventura grafica che attinge a piene mani da classici come "monkey island", completamento doppiata in italiano con battute geniali, cinematic ed un gamplay fantasioso e coinvolgente.

    Il gamer ha il dovere di difendere la propria passione come il cannone fa col proprio pianeta in questo gioco.

    Una passione che va difesa da tanto trashume che fa perdere soldi ai più ingenui e affossa piccole perle indie che non vedono la luce perché sommersi da tanti "giochi" insulsi.

    Con la speranza che piattaforme come Steam inizino ad adottare un quality check decente (come ad esempio fa Nintendo), sta a noi fare la prima scrematura e far scattare le sirene di allarme a chi ha meno competenza di noi

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